Come funziona il teleriscaldamento

Funzionamento

Sviluppatosi in Italia a partire dagli anni Sessanta, il teleriscaldamento è una tipologia di produzione e scambio di calore che sfrutta una risorsa combustibile presente nel territorio in abbondanza (biomassa o geotermia), o conveniente da acquistare sul mercato nel momento in cui il teleriscaldamento viene installato, in modo da che si ritiene conveniente da acquistare, in quel determinato momento, sul mercato. In questo modo vengono ridotti gli sprechi e l’impatto sull’ambiente e la produzione di calore viene concentrata in grandi centrali che poi si occupano di ridistribuirla sul territorio.

Il teleriscaldamento, dunque, è una forma di riscaldamento “ a distanza”, in cui la produzione di calore è affidata ad un’unica centrale termica che poi si occupa di distribuirlo sotto forma di vapore, acqua calda alle abitazioni di un quartiere o di un’intera città.

Una rete di tubature a pressione si occupa di distribuire il calore dalla centrale alle abitazioni

Lo scambio di calore è mediato da una rete di tubazioni in pressione dalla centrale alle singole strutture abitative; qui poi, varie sottocentrali si occupano dello scambio di calore tra l'acqua della rete di teleriscaldamento e l'acqua della rete del cliente (che può utilizzare il calore per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria) Una volta raffreddata, infine, l’acqua ritorna alla centrale per essere riscaldata di nuovo.

centrale per impianto di teleriscaldamento

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Rispetto ambientale

funzionamento del teleriscaldamento Il teleriscaldamento rispetta l’ambiente perché usa razionalmente le risorse energetiche e riduce l’inquinamento. Nelle centrali per il teleriscaldamento è possibile utilizzare vari combustibili, che vengono scelti di volta in volta in base al prezzo del combustibile, alla sua presenza sul mercato, alle risorse di cui dispone il territorio (per la geotermia si sfruttano i vapori del sottosuolo; per la biomassa le aree boschive e gli scarti della lavorazione del legno). Il teleriscaldamento sfrutta anche il calore prodotto dai processi industriali e, nel caso il combustibile scelto abbia origine fossile, non ha un grande impatto sull’ambiente dato che le centrali per il teleriscaldamento producono, oltre al calore, anche energia elettrica, eliminando quindi la necessità di costruire altri elettrodotti.

Con il teleriscaldamento un numero elevato di caldaie viene soppiantato da un’unica centrale: in tal modo le emissioni inquinanti si concentrano solo nell’area della centrale, con densità decisamente minore.


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Come funziona il teleriscaldamento: Uso e manutenzione

casa-ecologica Esistono delle buone norme da seguire se si adotta un sistema di teleriscaldamento. Le imposte vanno tenute chiuse durante la notte e quando non ci si trova in casa, in modo da evitare dispersioni di calore attraverso i vetri.

Per potere portare in tempi brevi la temperatura dell’ambiente al grado di calore ottimale, è bene, durante la propria assenza, impostare il termostato sui 15 °C; se l’assenza si prolunga per un lungo periodo, invece, il termostato può essere impostato sui 6 °C in modo da evitare l’aggressione del gelo all’impianto. Terminata la stagione invernale, invece, l’impianto andrà spento.

Quando si utilizza il teleriscaldamento è bene isolare la zona giorno dall’ambiente notte, chiudendo le porte, per evitare che il calore si disperda in locali in cui non è utilizzato durante il giorno. Alzare la temperatura di un solo grado oltre quella per cui l’impianto è impostato per legge (20 °C + 2 per la zona giorno, 18 °C + 2 per l’ambiente notte, a fronte di una temperatura esterna di - 10 °C) provocherebbe un aumento dei consumi del 7 per cento. Non bruciando ossigeno in casa, il teleriscaldamento richiede ricambi d’aria brevi, di dieci minuti, durante la giornata, durante i quali il termostato va impostato sui 6° C.

L’impianto di teleriscaldamento non necessita della stessa manutenzione dell’impianto di riscaldamento alimentato da una caldaia. Il materiale delle condutture per il teleriscaldamento le rende resistenti ai fluidi termovettori che li attraversano. Sulle tubature sono inoltre posizionati appositi apparecchi che segnalano tempestivamente eventuali perdite. I combustibili, poi, non sono sostanze infiammabili né esplosive e questo riduce ulteriormente eventuali rischi. Anche le operazioni di manutenzione della centralina di scambio (sostitutiva della caldaia), infine, sono minime.