Pastinaca

Caratteristiche morfologiche della pastinaca

Pastinaca è una pianta appartenente alle Dicotiledoni, Ombrellifere.

Dal punto di vista etimologico il suo nome deriva dalla lingua latina: ''pastus'', significa nutrimento, cibo; essa infatti era conosciuta e consumata fin dall'antichità come alimento dal sapore gradevole e dalle proprietà nutritive molto efficaci.

E' stata considerata per molto tempo come una variante della carota, presentando una forma conica molto simile ad essa, anche se la sua colorazione risulta biancastra tendente alla tonalità avorio, a differenza dell'arancione tipico della carota; in realtà è vero il contrario in quanto è la carota ad essere una mutazione derivante dalla pastinaca.

Dal punto di vista organolettico questa radice presenta una consistenza molto più tenera rispetto alla carota ed anche il sapore è meno pungente e decisamente più intenso e dolce, vagamente simile a quello della noce.

Comunemente viene denominata anche: ''carota bianca'', oppure ''pane dei poveri''.


Morfologicamente la pastinaca presenta una radice a fittone dalla consistenza carnosa, che è la parte commestibile della pianta; spesso ha una struttura ramificata che tende a svilupparsi in profondità, prediligendo i terreni ben drenati e fertili, preferibilmente con una marcata componente calcarea.

Il fusto ha una consistenza erbacea, è spesso ramificato, di colore verde intenso, dall'aspetto eretto; può raggiungere un'altezza compresa tra i quaranta e gli ottanta centimetri, e si presenta rivestito da una fitta peluria.

Le foglie hanno un tipico aspetto pennato e sono dotate di margini dentati, appaiono inserite sul fusto mediante un lungo picciolo e possono raggiungere dimensioni fino a venti centimetri.

I fiori, ermafroditi, hanno piccole dimensioni, si riuniscono in infiorescenze ad ombrello (da cui deriva la denominazione di ''ombrellifere'') e presentano una colorazione bianca tendente al verde.

I frutti sono piccoli acheni di colore bruno dotati di alette deputate alla distribuzione aerea dei semi.


La pianta cresce bene in zone incolte, selvatiche, spesso in prossimità di luoghi umidi ed ombrosi (boschi oppure ai bordi di sentieri); predilige un clima mite e temperato, anche se non teme notevoli variazioni di temperatura, come le gelate invernali.

Si tratta di un'erba biennale, di cui sono conosciute diciotto varietà.

In Italia la pianta è endemica soprattutto nelle zone settentrionali, dove crescono fino a sette differenti specie.

Può venire anche coltivata: generalmente si consiglia di effettuare la semina a settembre per ottenere uno sviluppo durante la stagione invernale (si tratta di un ortaggio tardivo); i semi vengono a germinazione entro due o tre settimane e la raccolta si effettua dopo circa cinque mesi dalla semina.

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Caratteriatiche organolettiche della pastinaca

Le caratteristiche organolettiche della pianta si collegano alle sostanze in essa contenute, che sono:

- minerali come il potassio (K), il magnesio (Mg), il rame, lo zinco, il ferro, il fosforo

- vitamine come l'acido folico, la vitamina C (acido ascorbico), la vitamina K, la vitamina E

- fibre vegetali di vario tipo

- falcarinolo, una sostanza con spiccato potere anti ossidante ed antinfiammatorio

- carboidrati

Si tratta di un vegetale utilizzato in varie preparazioni gastronomiche ed usato sia crudo (tagliato a fettine e consumato come tale in insalate) sia cotto al vapore, grigliato, sotto forma di purea oppure in creme di verdura o zuppe.

Dopo fermentazione, dalla pianta si ottiene una bevanda alcolica dal sapore inconfondibile e molto gradevole.

La pastinaca è certamente meno utilizzata e conosciuta della carota, ma nonostante ciò ne rappresenta una valida alternativa nutrizionale.

Non è facilmente reperibile in quanto il suo consumo è limitato e di conseguenza anche la sua distribuzione.

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Pastinaca: Utilizzi fitoterapici

La pastinaca possiede alcune principi attivi che la rendono efficace in alcune preparazioni fitoterapiche.

Una sostanza in essa contenuta è rappresentata dal falcarinolo: si tratta di un principio attivo che, se utilizzato a bassi dosaggi, viene impiegato per disturbi dell'apparato gastro intestinale, urinario (vescica e rene) ed osteo articolare (reumatismi).

Ad alti dosaggi, invece, risulta tossico.


Dai semi della pianta viene estratto un olio essenziale che ha la proprietà di favorire la digestione stimolando la produzione di bile da parte della colecisti e diminuendo i gonfiori addominali.


Inoltre la pianta contiene principi attivi che vengono impiegati come adiuvanti nelle sindromi influenzali, favorendo l'espettorazione e facilitando la respirazione.


Nelle radici della pastinaca sono contenute furocumaine, pectine, oli grassi ed alcaloidi che trovano impiego in vari settori terapeutici, esplicando attività diuretiche, anti febbrili, digestive e colagoghe (stimolanti la produzione di bile).


Il vegetale, opportunamente trattato, trova impiego anche in alcune preparazioni di natura omeopatica.


Esistono infine alcuni integratori alimentari a base di estratti vegetali della pastinaca.

Si tratta di due differenti tipologie di sostanze, e precisamente:

- tuber (radice), efficaci per i disturbi a carico delle articolazioni

- herbal (fusto e foglie), efficaci per il drenaggio di fluidi ristagnanti (edemi) che vengono eliminati dopo attivazione dell'apparato renale


In alcuni casi, i principi attivi estratti dal vegetale si sono rivelati efficaci anche nella terapia dell'emicrania aspecifica e refrattaria alle classiche terapie anti dolorifiche.