Tutte le risposte ai tuoi dubbi sul Bonus Mobili

Cos’è il Bonus Mobili e chi può usufruirne

Il Bonus Mobili è una detrazione Irpef del 50% concessa dal Governo per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. Per ottenerlo, innanzi tutto è necessario che un determinato immobile sia oggetto di ristrutturazione edilizia; i nuovi acquisti possono essere destinati ad esso oppure a uno diverso, e già questa è una condizione molto favorevole.



Possibile è anche usufruire dello sgravio quando si abbia l’intenzione di collocare i mobili e i grandi elettrodomestici in una pertinenza dell’immobile in fase di ristrutturazione, anche se accatastata autonomamente.



Il Bonus può essere richiesto da tutti i cittadini italiani e riguarda anche gli acquisti effettuati nel corso del 2021, a patto che l’intervento di ristrutturazione edilizia sia invece cominciato dopo il 31 dicembre 2020.



Inoltre occorre che la data di inizio degli interventi risulti precedente a quella in cui sono stati comprati i mobili e i grandi elettrodomestici. E ancora, si precisa che il tetto massimo di spesa, per il 2021, è stato portato da 10.000 euro a 16.000 euro; il rimborso viene diviso in dieci rate annuali di eguale importo.



Cosa accade se lo stesso contribuente esegue lavori di ristrutturazioni riconducibili a diverse unità immobiliare? Ha diritto al beneficio per ognuna di esse. E si tenga presente anche che il suddetto importo massimo riguarda le singole unità abitative.



Nella foto, il letto Frida di MisuraEmme.

Il Bonus Mobili è concesso per arredi e grandi elettrodomestici. Nella foto, il letto Frida di MisuraEmme

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Per quali acquisti è concesso

  • Soggiorno moderno: protagonista è il divano Bepop di Ditre Italia
  • Il Bonus Mobili spetta anche per i frigoriferi e i forni. Nella foto, la cucina Carrera di Veneta Cucine
  • Anche per i climatizzatori è possibile chiedere l'agevolazione fiscale. Nella foto, un modello della serie Aryal S1 di Olimpia Splendid
Il Bonus Mobili è concesso per l’acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici; questi ultimi, però, devono rientrare almeno nella classe di efficienza energetica A+ e A o superiore qualora si tratti di forni e lavasciuga. Facciamo qualche esempio per chiarire ulteriormente le idee.



Nell’elenco degli arredi agevolabili troviamo letti, armadi, librerie, tavoli e sedie, comodini, poltrone e divani, madie e credenza, cassettiere, scrivanie ma anche materassi e apparecchi di illuminazione. Sono esclusi, di contro, le porte, le pavimentazioni, i tendaggi e altri complementi.



Per quanto concerne gli elettrodomestici, è importante sapere che, se sono sprovvisti di etichetta energetica, si può chiedere l’agevolazione soltanto nel caso in cui questa non risulti ancora obbligatoria. In generale, oltre che per i forni e le lavasciuga è possibile usufruire del Bonus – sempre per fare alcuni esempi - per i frigoriferi, i congelatori, le lavatrici, le lavastoviglie, le asciugatrici, le stufe e le piastre riscaldanti elettriche, i microonde, gli apparecchi riscaldamento e i ventilatori elettrici, i condizionatori e climatizzatori.



Altra informazione interessante quanto utile: nel conteggio delle spese sostenute si possono includere quelle per il trasporto e il montaggio.



Nelle foto, il divano Bepop di Ditre Italia, la cucina Carrera di Veneta Cucine e un climatizzatore della serie Aryal S1 di Olimpia Splendid.


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Come effettuare i pagamenti e quali documenti conservare

Fra i metodi di pagamento valido, il bancomat e la carta di credito Per ottenere il Bonus Mobili è fondamentale che i pagamenti siano tracciabili, ovvero effettuati tramite:



  • Bonifico parlante
  • Carta di credito
  • Carta di debito
  • Bancomat.



In riferimento alle carte di credito e di debito, si sappia che la data di pagamento presa in considerazione è quella che coincide col giorno di utilizzo da parte del titolare e non quella dell’addebito sul conto corrente.



Obbligatorio è conservare la ricevuta del bonifico, la ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione relativa all’addebito sul conto corrente, le fatture di acquisto dei beni. Lo scontrino su cui figurino il codice fiscale dell’acquirente nonché l’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati è equivalente alla fattura.



La detrazione è concessa anche a coloro che optano per un finanziamento a rate, purché la società erogante paghi il corrispettivo con le medesime modalità appena indicate e il contribuente sia in possesso di una copia della ricevuta di pagamento. In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.


Tutte le risposte ai tuoi dubbi sul Bonus Mobili: Come chiedere e ottenere il Bonus

Il Bonus Mobili si richiede tramite la dichiarazione dei redditi Richiedere e ottenere il Bonus Mobili non è affatto difficile: basta indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, quindi sul Modello 730 oppure sul Modello redditi persone fisiche. Sottolineiamo che l’agevolazione spetta esclusivamente al contribuente che usufruisca della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.



Facciamo un esempio: se un coniuge ha sostenuto le spese per la ristrutturazione dell’immobile e l’altro quello per l’arredo e/o i grandi elettrodomestici, il Bonus non tocca a nessuno dei due. Si faccia attenzione, quindi.



Hanno diritto al Bonus anche coloro che alla fruizione diretta delle detrazioni preferiscano la cessione del credito oppure lo sconto in fattura.