Il pavimento radiante

La storia

In fase di progettazione di un edificio, grande importanza riveste la scelta del tipo di riscaldamento che vi verrà applicato. Da tale impianto, infatti dipende la risposta al fabbisogno di calore, ma anche il comfort delle abitazioni, il risparmio energetico e in alcuni casi il raffrescamento estivo.

Il pavimento radiante è un tipo di riscaldamento che è alle spalle una lunga storia. Riscaldare le case fruttando il calore emesso dai pavimenti, infatti, era una tecnica già utilizzata, nell’antichità, in Egitto, a Roma e in Cina. Egiziani e Cinesi realizzavano focolai che interravano, incanalandone i fumi sotto i pavimenti degli ambienti da scaldare. A Roma, invece, venivano realizzati quelli che potremmo già definire “impianti centralizzati”: da un unico focolare i fumi riscaldavano più locali o addirittura più edifici. La pavimentazione poggiava sopra a piccoli pilastri fatti con mattoni per facilitare il tiraggio.

Si deve però attendere l’inizio del 1900 perché il riscaldamento a pavimento radiante assuma la configurazione che ha tuttora. Il brevetto del sistema per scaldare i locali con acqua calda convogliata in tubazioni sotto al pavimento si deve all’inglese Barker, che lo cedette poi alla Crittal Company. Da allora l’impianto di riscaldamento a pavimento iniziò a svilupparsi, tanto che, nel secondo dopoguerra, in Europa oltre centomila alloggi ne disponevano.

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Struttura del pavimento radiante

funzionamento-riscaldamento-a-pavimento L’impianto di riscaldamento a pavimento è costituito da anelli racchiusi in tubi realizzati generalmente in materiale plastico, che al loro interno fanno circolare acqua calda proveniente da un generatore di calore. Le tubazioni possono essere disposte a spirale, serpentina o griglia e vengono “annegate” nel massetto della pavimentazione e alimentate da collettori di distribuzione. Alternative alla plastica nella realizzazione dei tubi sono l’alluminio abbinato al polietilene o il rame, materiale che resiste al degrado, alla dilatazione termica e all’invecchiamento.

Il pavimento radiante non ha poi limiti applicativi e può essere utilizzato con ogni tipo di finitura, anche con rivestimenti in parquet o moquette, che tuttavia ne inibiscono in parte il potere radiante. Se prevedete un impianto di riscaldamento a pavimento optate per un parquet in legno massiccio e dimensionate al meglio l’impianto in base al tipo di finitura.


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Il pavimento radiante: Raffrescamento in estate

serpentina-pavimento-radiante L’impianto radiante a pavimento, tra i vantaggi, ha quello di potere essere utilizzato in estate per raffrescare gli ambienti della vostra abitazione. L’impianto a pavimento, infatti, veicola acqua a bassa temperatura e così può raffreddare il pavimento e l’ambiente circostante. L’unico inconveniente dell’uso in estate per raffrescare è l’umidità, a cui però si può ovviare ricorrendo a un impianto per deumidificare l’aria e per evitare la formazione di condensa sul pavimento.

Il pavimento radiante assicura un basso impatto sull’ambiente, che può essere migliorato ancora se si utilizzano fonti di energia rinnovabili, quale ad esempio il solare termico. Potrete dunque dotare la vostra casa di una caldaia a condensazione, ottimale per l’impianto radiante. Questa sarà in grado di recuperare il calore latente proveniente dalla condensazione del vapore acqueo dei fumi.