stufe a pellet

Il riscaldamento a pellet: comfort ecosostenibile

Negli ultimi anni si è assistito al grande ritorno del riscaldamento a legna: le ragioni sono sia di tipo pratico, per la maggiore resa in termini di comfort, sia di tipo estetico, per l'atmosfera raccolta che crea una fiamma che arde in un focolare.

Gli svantaggi sono la necessità di manutenzione periodica della canna fumaria, la riduzione delle cubature delle moderne abitazioni (che spesso elimina alla radice la possibilità di installare un caminetto) e, connessa con quest'ultimo aspetto, la necessità di uno spazio in cui riporre la scorta stagionale di legna. Oltretutto, reperire la legna adatta può rivelarsi meno semplice di quanto sembri.

Ecco spiegato il successo delle stufe a pellet: esse coniugano il fascino delle stufe a legna con la funzionalità dei moderni sistemi di riscaldamento autonomo, grazie a due fattori fondamentali:

1. Il sistema di funzionamento, basato su una centralina elettrica che, da un lato, gestisce l'apporto del combustibile al braciere in modo automatico e, dall'altro, regola la diffusione del calore attraverso una ventola interna, consentendo il rapido riscaldamento degli ambienti.

2. Il combustibile, costituito da materiale di scarto della lavorazione del legno (il cosiddetto "pellet"), pressato in cilindretti e venduto in sacchi da 10 o 15 kg. Esso è quindi più economico, pulito e facile da trasportare rispetto alla legna. L'ulteriore praticità è rappresentata dalla necessità di caricarlo nel braciere della stufa una o al massimo due volte: stante una capienza media di 20 kg del serbatoio e una potenza media attorno ai 10 e i 15 Kwh, le stufe a pellet garantiscono un'autonomia di circa 12 ore. Inoltre, la produzione di cenere è molto ridotta, così come i fumi di scarico ,che vengono convogliati all'esterno mediante una condotta che richiede un paio d'ore di installazione. Ciò significa scarsa manutenzione e ridotto impatto ambientale. (nella foto Philo di Mcz)

stufa a pellet

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Scegliere le stufe a pellet

duo mcz Prima dell'acquisto è sempre bene ricordare che un sostanzioso investimento iniziale significa maggiore qualità e migliori prestazioni. Preventivare una spesa di circa 1000 euro è decisamente consigliato, visto il risparmio annuo di cui si beneficerà rispetto al riscaldamento tradizionale. La legge concede inoltre una detrazione Irpef del 50% della spesa complessiva sostenuta per l'acquisto e l'installazione, "spalmata" sui dieci anni seguenti all'installazione della stufa.

Dal punto di vista del sistema di funzionamento, due sono le tipologie tra cui scegliere: ad aria o ad acqua. Il sistema ad aria permette di convogliare l'aria calda in più ambienti attraverso una serie di condotte, ma ciò comporta l'ulteriore spesa della canalizzazione dell'impianto. Resta altrimenti difficile riscaldare un'abitazione di più di 80 mq, per cui, se si possiede una casa di metratura superiore, è preferibile il metano. Il sistema ad acqua offre l'opportunità di collegarle alla caldaia elettrica per produrre acqua calda o anche ai termosifoni preesistenti.

Non tutti i modelli sono dotati di cronotermostato, dunque è meglio optare per quelli che consentono la regolazione della temperatura e degli orari di funzionamento, magari anche con un telecomando per le impostazioni a distanza.

Fondamentale è controllare il marchio CE e assicurarsi che il rivenditore fornisca modelli dotati di certificato di garanzia e assistenza tecnica.

Il pellet è più importante di quanto sembri: il colore è ininfluente, ma è da evitare quello che si sbriciola troppo facilmente e che si presenta opaco. Un buon rapporto qualità/prezzo sta sui 4,50 euro per un sacco da 15 kg.(nella foto Duo di Mcz)

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Un occhio allo stile

Vertigo di Mcz L'estetica delle stufe a pellet è praticamente in grado di coniugarsi con qualsiasi stile d'arredamento: vista la loro grande diffusione, l'attenzione dedicata dai produttori allo stile dei propri modelli ne fa spesso oggetti di design.

Si può scegliere tra i rivestimenti d'aspetto moderno ed essenziale o tra quelli che riproducono l'aspetto delle vecchie stufe in ghisa o rivestite di maioliche, creando un'atmosfera famigliare e retrò. Le forme squadrate e di colore nero o grigio sono le ideali negli appartamenti moderni, giocati sulle tonalità del bianco e del nero, mentre i modelli dotati di copertura in metallo satinato si sposano elegantemente con mobili in legno.

Nessun problema se si hanno divani dai colori accesi, come il giallo o il rosso (meglio se a tinta unita): molte stufe hanno una "cornice", formata da sottili pannelli che corrono lungo i quattro bordi, in vari colori.

Importanti sono le dimensioni della stufa e della condotta di emissione del fumo. Se si ha poco spazio a disposizione è preferibile optare per modelli poco profondi e di larghezza ridotta; altrimenti sono ideali quelli alti e dal serbatoio capiente (vista la necessità di diffondere il calore in ambienti ampi). Per chi ha sale con pilastri o pareti divisorie, un'ottima soluzione è rappresentata dalle stufe a muro, sagomate come delle sottili piramidi tronche (quindi "tagliate" della punta) che si fissano alla parete restando sollevate dal pavimento: le dimensioni medie sono di un metro di altezza per 45 cm di larghezza, con una profondità di meno di 50 cm.

Quanto al tubo di scarico, sebbene sia poco invasivo all'esterno dell'abitazione, si possono acquistare delle giunture a gomito per orientarlo nel modo che si preferisce. (nella foto Vertigo di Mcz)