Guida completa all acquisto della sdraio da giardino

I materiali utilizzati per le sdraio da giardino

È comoda, pratica, funzionale nella sua semplicità; preziosa complice nei momenti di relax all’aria aperta: sì, ci riferiamo alla sdraio da giardino. Che, naturalmente, può trovare posto anche sul terrazzo o su un semplice balcone. In commercio ce ne sono centinaia, come orientarsi nella scelta e fare l’acquisto giusto? Procedendo step by step. Cominciamo dai materiali.



Per quanto concerne il telaio, l’opzione più tradizionale coincide col legno. Le essenze più utilizzate sono l’iroko, il teak e il faggio. Indubbiamente il legno è sinonimo di durevolezza e robustezza, ma d’altra parte rende la sdraio piuttosto pesante e necessita di una regolare manutenzione per evitare che le intemperie lo danneggino o scoloriscono.



Ottime alternative sono l’alluminio e l’acciaio che, essendo molto leggeri, rendono la sdraio più maneggevole senza però comprometterne la solidità e stabilità. Ci sono poi le sdraio con telaio in plastica, che da un punto di vista qualitativo possono risultare leggermente inferiori ma comunque soddisfacenti. L’estetica, in certi casi, lascia però a desiderare.



Passiamo alla copertura. Importante è scegliere tessuti che resistano all’azione delle intemperie e dei raggi uv, garantiscano un’ottima tenuta e possibilmente siano traspiranti e idrorepellenti. Il poliestere e il nylon sono comuni e restano validi, ma i modelli più recenti e performanti sono realizzati con innovativi tessuti tecnici sintetici come il textilene e il batyline.



In foto la sdraio Branch di Tribù con seduta in batyline. Si noti il telaio: sembra galleggiare grazie a un meccanismo di bloccaggio nascosto che non ne interrompe le linee fluide.

Branch di Tribù

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Gli elementi che fanno la differenza

  • Clever di Varaschin
  • Snooze di Emu
  • Safari di Solpuri
Sono in molti a preferire le sdraio pieghevoli, perché quando non servono occupano uno spazio minimo e si possono conservare con facilità. Ma ci sono altri elementi strutturali che consentono di usufruire di un più elevato grado di comfort e praticità. Vediamo subito quali sono.



  • Schienale reclinabile: permette di variare l’impostazione a seconda delle esigenze del momento, in molti casi è possibile sdraiarsi completamente. Oppure sistemarsi con la schiena dritta per leggere un buon libro o, naturalmente, scegliere una via di mezzo per prendere il sole godendo del massimo relax
  • Poggiapiedi estraibile: la sdraio, all’occorrenza, diventa quasi un lettino
  • Cuscino: non solo offre una superficie morbida e soffice su cui poggiare la testa, ma aiuta a mantenere il collo e la colonna vertebrale in una posizione più corretta
  • Tasca laterale: per avere a portata di mano il giornale, un libro, il cellulare, gli occhiali da sole e altri oggetti.



Un ulteriore valore aggiunto coincide con i braccioli, il motivo è palese. Nelle foto, la sdraio Clever di Varaschin in alluminio e tessuto tecnico, con cuscino opzionale; la sdraio con schienale regolabile Snooze di Emu; la sedia a sdraio con poggiapiedi Safari di Solpuri.


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    Quanto costa una sedia a sdraio

    • Portofino di Paola Lenti
    • Elle di Ethimo
    • Emy di Unopiù
    Il prezzo di una sdraio da giardino è determinato dai materiali, dalla struttura, dalla presenza o meno di optional e accessori, dalle dimensioni, dalla marca. Difficile, quindi, riportare cifre precise. In compenso possiamo indicare dei numeri orientativi.



    Per un modello di buona qualità ma molto semplice, pieghevole e con braccioli, possono bastare 40-50 euro. Per le sdraio più elaborate e attrezzate, nonché esteticamente più sofisticate, la spesa media si assesta sui 100 euro. Chi desidera un modello di design, invece, metta in conto anche 250-300 euro circa.



    Si tenga presente che quelle con il telaio in legno hanno un prezzo superiore rispetto a quelle col telaio in metallo, ma parecchio influisce anche il tessuto utilizzato per la seduta: il textilene, per esempio, comporta una spesa superiore del semplice poliestere.



    Nelle foto, la sdraio in massello di robinia e tessuto tecnico Portofino di Paola Lenti; il modello Elle di Ethimo ed Emy di Unopiù, il cui tessuto è cucito rigorosamente a mano.


    Guida completa all acquisto della sdraio da giardino: Come pulire le sdraio

    Beacher di Royal Botania Mantenere pulita la sdraio da giardino significa prolungarne la durata e preservarne le ottimali condizioni, ma anche la bellezza. Per i modelli con telaio in legno occorre utilizzare prodotti specifici, facilmente reperibili in commercio, e soprattutto utilizzarli con regolarità, almeno 3-4 volte all’anno. L’alluminio e l’acciaio invece non richiedono cure particolari, per pulirli è sufficiente utilizzare un panno inumidito in acqua fredda e al massimo un po’ di sapone neutro.



    La plastica tende a macchiarsi e anche a perdere colore con una certa facilità, a meno che in fase di produzione non siano stati effettuati trattamenti particolari. Per la pulizia, comunque, si consiglia di usare una spugna (non abrasiva) precedentemente immersa in una bacinella con acqua calda e detergente neutro. Quest’ultimo modus operandi è perfetto anche per i tessuti delle sdraio, a prescindere dalla tipologia. Si lascino poi asciugare al sole.



    Nella foto, le sdraio della collezione Beacher di Royal Botania, con struttura in teak e imbracatura in tessuto o in rete.